Utilizzo del credito in compensazione nel modello 730

Il contribuente può scegliere di utilizzare l’eventuale credito che risulta dal Modello 730 per pagare, mediante compensazione tramite F24, le imposte non comprese nel Modello 730 che possono essere versate con il Modello F24 quali ad esempio l’IMU e la TASI. In conseguenza di questa scelta il contribuente, nel mese di luglio o agosto, non otterrà il rimborso corrispondente alla parte del credito che ha chiesto di compensare per pagare le altre imposte. Si ricorda che l’Agenzia delle Entrate, entro 4 mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione 730, oppure dalla data di trasmissione, se successiva a questo termine, può effettuare dei controlli preventivi anche documentali sulle dichiarazioni che presentano elementi di incoerenza o determinano un rimborso di importo superiore a 4.000 euro. Il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle Entrate non oltre il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, oppure dalla data di trasmissione, se successiva a questo termine. L’eventuale volontà di compensazione dei crediti da 730 con altre imposte non comprese nello stesso modello deve essere manifestata mediante la compilazione del quadro I; tale quadro può essere compilato anche nel caso di Modello 730 presentato dai lavoratori dipendenti privi di un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio.  Non è consentito utilizzare il credito di un coniuge per il pagamento delle imposte dovute dall’altro coniuge.

La dermopigmentazione è detraibile in fase di dichiarazione dei redditi

Con Circolare 6 maggio 2016, n.18, quesito 1.1, l’Agenzia delle Entrate, ha chiarito che l’intervento di dermopigmentazione può essere considerato un intervento medico-sanitario “a condizione che sia eseguito da personale medico presso strutture sanitarie provviste della regolare autorizzazione“. 

La dermopigmentazione è un intervento assimilabile ad un tatuaggio, che permette di correggere o migliorare imperfezioni estetiche.

La detraibilità è tuttavia garantita solo qualora tale intervento sia finalizzato a:

  • correggere l’effetto, anche secondario, della patologia di cui il soggetto è stato affetto;
  • alleggerire l’impatto psicologico causato dalla malattia.

Si tratta, ad esempio, dell’intervento con il quale vengono ridisegnate le sopracciglia in seguito alla caduta delle stesse per patologie quali l’alopecia universale oppure trattamenti volti a rendere meno evidenti cicatrici particolarmente vistose.

Erogazioni liberali agli istituti scolastici e il divieto di cumulo con le spese d’istruzioni.

I benefici fiscali collegati alle erogazioni liberali e alle spese d’istruzioni, non sono tra loro cumulabili.
Siamo dunque nell’ambito delle detrazioni fiscali (19%) che nel rispetto di specifici condizioni di accesso determinano in favore del contribuente un esborso Irpef inferiore rispetto a quello dovuto al lordo di tali benefici fiscali.
Tra le spese di istruzione scolastica vi rientrano anche in quanto connesse alla frequenza scolastica, i contributi volontari e le erogazioni liberali deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica.
Tali contributi ed erogazioni, anche se versati volontariamente, in quanto deliberati dagli istituti scolastici, non rientrano tra quelli che costituiscono erogazioni liberali finalizzati all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa che danno diritto alla detrazione ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. i-octies) del TUIR.
La detrazione per le spese di frequenza scolastica è calcolata per il periodo di imposta 2016 su un importo massimo di euro 564 per alunno o studente, da ripartire tra gli aventi diritto. La detrazione, come in parte anticipato non è cumulabile con quella prevista dall’art. 15, comma 1, lett. i-octies) del TUIR per le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici.
Tale incumulabilità va riferita al singolo alunno. Pertanto, ad esempio, il contribuente che ha un solo figlio e fruisce della detrazione per spese di istruzione scolastica non può fruire anche di quella prevista per le erogazioni liberali.
Dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 19 per cento delle erogazioni liberali effettuate a favore:
1-degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, sia statali che paritari senza scopo di lucro che appartengono al sistema nazionale di istruzione di cui alla Legge n. 62 del 2000, e successive modificazioni;
2-delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e delle università.
Rientrano tra le erogazioni liberali per le quali spetta le detrazione quelle non deliberate dagli organi scolastici e finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e universitaria nonché all’ampliamento dell’offerta formativa. La detrazione non spetta per le erogazioni liberali in denaro effettuate nell’interesse del familiare fiscalmente a carico.

Bonus asilo nido 2017: falsa partenza.

Eravamo in attesa in questi giorni la circolare in cui si ufficializzava la partenza e il via alle domande per questo contributo, ma al momento sembra non esserci certezza sui tempi.
L’Inps dice di essere pronta ma di essere in attesa di un passaggio informale da parte del ministero dell’Economia. Dal canto suo fonti del Mef affermano che la “circolare spedita dall’Inps è stata rispedita al mittente il 4 maggio con piccole criticità da correggere”.
In attesa che qusta famosa circolare Inps venga pubblicata, andiamo ad analizzare cos’è e come funziona il bonus asilo nido, chi può presentare la domanda, i requisiti bonus asilo nido 2017, come e quando verrà erogato a mamme e famiglie l’importo di 1000 euro e la durata del bonus.
La nuova agevolazione prevede, infatti, l’erogazione di un contributo economico di mille euro all’anno, o meglio 1.000 per 11 mesi per un massimo di 3 anni, per cui 3.000 euro in 3 anni per i bambini che risultano iscritti all’asilo nido pubblico o privato.
Le famiglie per avere diritto ai 1.000 devono però essere in possesso dei seguenti requisiti bonus asilo nido 2017:
1)Il bambino deve essere nato a partire dal 1° gennaio 2016 in poi;
2)Il bambino deve essere iscritto all’asilo nido pubblico o privato;
3)Il bambino deve avere un’età compresa tra 0 e 3 anni;
4)La retta dell’asilo nido deve essere stata effettivamente pagata;
Il genitore che fa domanda del bonus, deve essere in possesso della cittadinanza italiana, comunitaria o extracomunitaria con permesso di soggiorno Ce.
Il bonus asilo nido da 1000 euro spetta anche ai bambini malati cronici che non possono frequentarlo e fruiscono dell’aiuto per l’assistenza domiciliare.
Come si fa ad inviare il modulo domanda bonus asilo nido online? Basta utilizzare uno dei seguenti canali:
1)Online: se la mamma o il papà, dispongono del Pin Inps dispositivo, a partire dal giorno in cui verrà dato il via ufficiale alle domande, possono accedere al portale Inps ed utilizzare i servizi telematici al Cittadino, per richiedere il bonus.
2)Chiamando il numero di telefono del contact center Inps;
3)Rivolgendosi ai Patronati: che si occuperanno di trasmettere la domanda per via telematica.
Tra i documenti bonus asilo nido 2017 che la mamma o il papà dovranno sicuramente presentare ci saranno:
1)Ricevuta di pagamento della retta dell’asilo nido: per cui copia del bonifico bancario, del conto corrente postale, del pagamento online o tramite carta di credito, ecc.
2)Documento d’identità;
3)Permesso di soggiorno, nel caso in cui a fare la richiesta fosse una persona di cittadinanza extracomunitaria.

Detrazione per interessi passivi relativi all’acquisto dell’abitazione principale: analisi di alcuni casi particolari

Con la circolare n.7/2017 l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato alcuni aspetti di particolare interesse, in merito alla detraibilità degli interessi passivi su mutui per l’acquisto dell’abitazione principale. Di seguito alcune precisazioni.

Trasferimento residenza all’estero per motivi di lavoro
La normativa in materia di detraibilità degli interessi passivi dispone che la detrazione spetta anche se l’unità immobiliare non è stata o non è più adibita ad abitazione principale a causa di un trasferimento per motivi di lavoro. La Circolare n. 7/2017 precisa che tale diritto non si perde nemmeno nell’ipotesi di  trasferimento all’estero per motivi di lavoro, avvenuto dopo l’acquisto.Devono, ovviamente, essere rispettate tutte le condizioni previste dall’art. 15, comma 1, lett. b), TUIR, e permanere le esigenze lavorative che hanno determinato lo spostamento della dimora abituale. Inoltre il contribuente non deve aver acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale nello Stato estero di residenza.
Trasferimento residenza per eventi sismici
Nel caso in cui l’unità immobiliare sia stata oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, in quanto inagibile totalmente o parzialmente a causa di un evento sismico, la variazione della dimora dipendente da cause di forza maggiore non pregiudica la fruizione della detrazione per gli interessi passivi (Circolare 21 maggio 2014, n. 11, risposta 3.3).
Ipoteca su immobile diverso dall’abitazione principale 

La circolare n. 7/2017 precisa che la detrazione spetta anche se l’immobile su cui risulta iscritta l’ipoteca non coincide con quello acquistato e adibito ad abitazione principale (Circolare 29 gennaio 2001 n. 7, risposta 2.4).
Acquisto immobile oggetto di ristrutturazione 
La detrazione su interessi per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale spetta anche se l’immobile acquistato è oggetto di ristrutturazione edilizia, a partire dalla data in cui l’immobile è adibito ad abitazione principale. Tuttavia, è necessario che l’immobile oggetto di ristrutturazione sia già idoneo, prima dell’effettuazione dei lavori, ad essere adibito a dimora abituale;  diversamente, in caso di acquisto di un immobile allo stato grezzo, può trovare eventualmente
applicazione la detrazione degli interessi passivi derivanti da mutui contratti per la costruzione dell’abitazione principale (Risoluzione 9 gennaio 2007, n. 1).
Acquisto di immobile locato
In caso di acquisto di immobile locato, la detrazione spetta a decorrere dalla prima rata di mutuo corrisposta, a condizione che:
– entro tre mesi dall’acquisto l’acquirente notifichi al locatario l’intimazione di sfratto per finita locazione;
– entro un anno dal rilascio dell’immobile lo stesso sia adibito ad abitazione principale. La Circolare n. 7/2017 chiarisce che in caso di acquisto di immobile locato
rileva esclusivamente l’intimazione di sfratto per finita locazione e non l’intimazione di sfratto per morosità.

Imu/Tasi 2017: entro il 16 giugno il versamento dell’acconto

Manca esattamente un mese alla scadenza del termine per il versamento dell’acconto IMU e TASI riferite all’anno d’imposta 2017.
Si ricorda, infatti, che il versamento dei predetti tributi è effettuato in acconto (16 giugno) e saldo (16 dicembre). Sostanzialmente nulla è cambiato rispetto a quanto già era in vigore per lo scorso anno, e ciò, in quanto la disciplina di riferimento non ha subito alcuna modifica da allora.
Ai fini della liquidazione dell’acconto di giugno, la regola prevede che, il contribuente applichi le aliquote deliberate (ed in vigore) per il 2016 dal comune (di ubicazione dell’immobile). L’acconto è pari al 50% dell’importo complessivamente calcolato. Nel compilare il Modello F24 per il versamento occorre indicare:

  • il codice catastale del comune in cui è ubicato l’immobile;
  • il codice tributo; barrare la casella “acconto” (o saldo a seconda di ciò che si sta versando);
  • il numero di immobili oggetto del versamento;
  • l’anno di riferimento (es. 2017); l’importo a debito da versare;
  • l’eventuale importo a credito da compensare.

I codici tributo IMU sono i seguenti:

  • 3912 (Abitazione principale e relative pertinenze); 3914 (Terreni);
  • 3916 (Aree fabbricabili); 3918 (Altri fabbricati);
  • 3925 (Immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D – STATO”);
  • 3930 (Immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D – INCREMENTO COMUNE).

Quelli per la TASI, invece:

  • 3958 (Abitazione principale e relative pertinenze);
  • 3959 (Fabbricati rurali a uso strumentale);
  • 3960 (Aree fabbricabili);
  • 3961 (Altri fabbricati).

I non titolari di partita IVA possono anche eseguire il versamento con bollettino di c/c, dove riportare:

  • gli estremi di c/c del comune destinatario del versamento;
  • importo in lettere e cifre; la causale di versamento (es. acconto IMU 2017);
  • i dati del soggetto che esegue il versamento (soggetto passivo del tributo);
  • eventualmente anche il codice tributo.

I residenti all’estero che devono versare IMU e TASI per immobili posseduti in Italia, laddove non hanno possibilità di farlo con F24 online, utilizzano il bollettino.

Convenzione INPS-CAF su ISEE: firmato l’accordo, sospensione annullata.

Con la firma dell’accordo quadro tra Inps e Consulta nazionale dei Caf è stata revocata la sospensione del servizio Isee.
Il servizio di compilazione dell’Isee non verrà sospeso. Infatti l’Inps e la Consulta dei Caf giovedì hanno firmato l’accordo quadro per il rinnovo della Convenzione sulla gestione dei servizi relativi agli adempimenti per il rilascio dei certificati Isee (Indicatore di Situazione Economica Equivalente). L’accordo permette di garantire la continuità del servizio di assistenza gratuita per i cittadini nella compilazione delle dichiarazioni sostitutive uniche, e quindi i Caf si impegnano a non interrompere il servizio al 15 maggio,
L’esortazione rivolta nei confronti dell’Ente Previdenziale di giungere ad un accordo, era arrivata su più fronti, anche perchè a farne le spese sarebbero state esclusivamente le fasce più deboli. La disponibilità dell’Inps ad aumentare di sei milioni di euro il plafond di spesa per l’attività Isee e quella dei Caf ad accettare una tariffa comunque inferiore al costo sostenuto, proprio per la funzione sociale attribuita a questo strumento, permette di mantenere il servizio gratuito verso i richiedenti Isee.

Spese sanitarie per persone con disabilità: novità sulle spese ammesse alla detrazione

Con Circolare n. 7/2017 l’Agenzia delle Entrate, nel fornire chiarimenti sulle spese sanitarie per persone affette da disabilità, introduce alcune precisazioni sull’argomento.
ACQUISTO DI CUCINE
Possono beneficiare della detrazione anche le spese sostenute per l’acquisto di cucine, limitatamente alle componenti dotate di dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche, preposte a facilitare il controllo dell’ambiente da parte di soggetti disabili.
Tali spese devono essere specificamente descritte in fattura, con l’indicazione delle sopra citate caratteristiche.
ATTENZIONE: La detrazione è fruibile a condizione che sussista un collegamento funzionale tra il sussidio tecnico informatico e lo specifico handicap.
Il collegamento può risultare:
1)dalla certificazione rilasciata dal medico curante;
2)dalla prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista dell’ASL di appartenenza,
3) richiesta per l’applicazione dell’aliquota IVA agevolata.
ACQUISTO DI BICICLETTE A PEDALATA ASSISTITA
L’agevolazione in commento è riconosciuta anche per l’acquisto di biciclette elettriche a pedalata assistita da parte di soggetti con ridotte o impedite capacità motorie permanenti.
Il beneficio è applicabile a condizione che il disabile produca:
1)la certificazione di invalidità o di handicap rilasciata dalla commissione medica pubblica competente, da cui risulti la menomazione funzionale permanente sofferta;
2)la certificazione del medico specialista della ASL che attesti il collegamento funzionale tra la bicicletta con motore elettrico ausiliario e la menomazione.

Premio nascita di 800 euro per la nascita o l’adozione: rilascio dell’applicazione Internet per la presentazione della domanda telematica

Con le circolari n.39 del 27/02/2017 e n.61 del 16/03/2017, l’INPS ha fornito le prime indicazioni sul premio di 800 euro per la nascita o l’adozione di un minore, secondo quanto previsto dall’articolo 1 comma 353 della legge .232 del 11 dicembre 2016. Il premio, che non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui all’articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è corrisposto dall’INPS in unica soluzione, su domanda della futura madre, al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione”.
A partire dal 4 maggio 2017, l’INPS ha rilasciato la procedura che consente l’acquisizione delle domande che dovranno essere trasmesse all’Istituto esclusivamente in via telematica.
Si forniscono alcune precisazioni.
1. Presentazione della domanda
Il premio è corrisposto direttamente dall’INPS che, su domanda della donna gestante o della madre del minore, provvede al pagamento dell’importo di 800 euro per evento ed in relazione ad ogni figlio nato o adottato/affidato.
In sede di presentazione della domanda occorre specificare l’evento per il quale si richiede il beneficio e precisamente:
– compimento del 7° mese di gravidanza (inizio dell’8° mese di gravidanza);
– nascita (anche se antecedente all’inizio dell’8° mese di gravidanza);
– adozione del minore, nazionale o internazionale, disposta con sentenza divenuta definitiva ai sensi della legge n. 184/1983;
– affidamento preadottivo nazionale disposto con ordinanza ai sensi dell’art. 22, comma 6, della legge 184/1983 o affidamento preadottivo internazionale ai sensi dell’art. 34 della legge 184/1983.
Con riferimento allo stesso minore, dovrà essere presentata un’unica domanda. Se è stata già presentata la domanda in relazione all’evento compimento del 7° mese di gravidanza, non si dovrà quindi presentare ulteriore domanda in relazione all’evento nascita. Analogamente, il beneficio richiesto per l’affidamento preadottivo non può essere richiesto in occasione della successiva adozione dello stesso minore.
Ove invece si tratti di parto plurimo la domanda, se già presentata al compimento del 7° mese, andrà presentata anche in esito alla nascita con l’inserimento delle informazioni di tutti i minori necessarie per l’integrazione del premio già richiesto, rispetto al numero dei nati.
Nei casi in cui sia prevista la presenza di un legale rappresentante (es. se la madre avente diritto è minorenne o incapace di agire per altri motivi) il PIN della richiedente viene fisicamente rilasciato al legale rappresentante, che effettuerà l’accesso al sistema con i dati identificativi della richiedente e procederà alla presentazione della domanda con i dati della stessa.
2. Istruzioni per la compilazione telematica
La domanda deve essere presentata all’INPS esclusivamente in via telematica mediante una delle seguenti modalità:
-WEB – Servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto (www.inps.it >Servizi on line> servizi per il cittadino> autenticazione con il PIN dispositivo> domanda di prestazioni a sostegno del reddito> premio alla nascita;
-Contact Center Integrato – numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
-Enti di Patronato attraverso i servizi offerti dagli stessi.
Per agevolare la compilazione della domanda on line, nella sezione moduli del sito www.inps.it, è disponibile un modulo facsimile che ripropone le maschere del servizio on line.
3. Termini di presentazione della domanda e documentazione a corredo
La domanda può essere presentata a decorrere dal 4 maggio 2017 per gli eventi descritti al paragrafo 1. verificatisi a partire dal 1 gennaio 2017.
I cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno considerato valido ai fini dell’assegno di natalità (per la ricognizione dei titoli di soggiorno idonei vedasi la circolare n.39/2017 e la n.61/2017) autocertificano il possesso di tale titolo inserendone gli estremi nella domanda telematica (numero identificativo attestazione; autorità che lo ha rilasciata; data di rilascio; termine di validità).
Le verifiche dei titoli di soggiorno sono effettuate dall’INPS mediante accesso alle banche dati rese disponibili dal Ministero degli Interni e da altre Amministrazioni. All’esito di tali verifiche, la sede INPS territorialmente competente potrà richiedere l’esibizione del titolo di soggiorno qualora ciò si rendesse comunque necessario per esigenze istruttorie.
3.a) Domanda presentata dopo il compimento del 7^mese
Al fine di accertare lo stato di gravidanza e il compimento del 7° mese di gravidanza, la richiedente la prestazione dovrà corredare la domanda selezionando alternativamente le seguenti modalità di certificazione della gravidanza:
– presentazione del certificato di gravidanza in originale o, nei casi consentiti dalla legge, in copia autentica direttamente allo sportello oppure spedita a mezzo raccomandata (art. 49 del d.p.r. 445/2000). Tale certificazione, a tutela della riservatezza dei dati sensibili in essa contenuti, sarà presentata in busta chiusa sulla quale sarà riportato il numero di protocollo e la seguente dicitura: “Documentazione domanda di Premio alla Nascita – certificazione medico sanitaria”;
– indicazione del numero del protocollo telematico del certificato rilasciato dal medico SSN o medico convenzionato ASL. Si precisa che l’applicazione che consentirà ai medici di inviare telematicamente i certificati di gravidanza è di imminente rilascio, ma non ancora disponibile alla data di pubblicazione della presente circolare.
– indicazione che il certificato è stato già trasmesso all’Inps per domanda relativa ad altra prestazione connessa alla medesima gravidanza;
– esclusivamente per le future madri non lavoratrici, in alternativa al certificato di gravidanza di cui al punto 1, è possibile indicare il numero identificativo a 15 cifre di una prescrizione medica emessa da un medico del SSN o con esso convenzionato, con indicazione del codice esenzione compreso tra M31 e M42 incluso. La veridicità di tale autocertificazione sarà verificata dall’INPS presso le competenti amministrazioni.
E’ inoltre consentita l’acquisizione della domanda di una richiedente che, pur avendo maturato i 7 mesi di gravidanza, non abbia portato a termine la gravidanza a causa di un’interruzione della stessa.
In questa specifica casistica, la domanda dovrà essere corredata della documentazione comprovante l’evento.
3.b) Domanda presentata dopo la nascita, affido, adozione
Se la domanda è presentata in relazione al parto già avvenuto, la madre dovrà autocertificare nella domanda il Codice Fiscale del bambino, ovvero le informazioni che si rendessero necessarie per accedere al beneficio. In caso di parto plurimo è richiesta l’indicazione di tutti i nati in quanto la prestazione è riconosciuta per ogni minore nato. Analoga indicazione è richiesta nel caso di adozione o affidamento preadottivo di più minori.
Si precisa che nella domanda vengono autocertificati gli altri requisiti che danno titolo alla concessione del premio salvo che la beneficiaria non sia tenuta a comprovare i requisiti sulla base di specifica documentazione.
In caso di adozione o affidamento preadottivo e con riguardo ai provvedimenti giudiziari si richiamano le istruzioni contenute nella circolare INPS n.47/2012, par. 2. In particolare, se il richiedente non allega alla domanda il provvedimento giudiziario (sentenza definitiva di adozione o provvedimento di affidamento ex art. 22 L. 184/1983), è necessario che nella stessa siano riportati gli elementi che consentano all’Inps il reperimento presso l’Amministrazione che lo detiene (sezione del Tribunale, data di deposito in cancelleria ed il relativo numero).
La domanda deve essere presentata dopo il compimento del 7° mese di gravidanza e comunque, improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell’evento nascita/adozione.
Per i soli eventi verificatisi dal 1 gennaio al 4 maggio 2017, data di rilascio della procedura telematizzata di acquisizione, il termine di un anno per la presentazione della domanda telematica decorre dal 4 maggio.
4. Pagamento del premio
La misura del premio è pari a 800 euro per ciascun evento e in relazione a ogni figlio nato/adottato o affidato.
Alla corresponsione del premio alla natalità provvede l’INPS nelle modalità indicate dal richiedente nella domanda (bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN). Il mezzo di pagamento prescelto deve essere intestato al richiedente. In caso di avente diritto minorenne o incapace di agire, la domanda è presentata dal legale rappresentante in nome e per conto dell’avente diritto. Anche in questo caso il mezzo di pagamento prescelto dev’essere comunque intestato all’avente diritto (minorenne o incapace di agire).
L’utente che opta per l’accredito su un conto con IBAN è tenuto a presentare, in linea con le istruzioni contenute nei Messaggi n. 1652/2016 e n. 4395/2016 anche il mod. SR163 (“Richiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito”), salvo che tale modello non sia stato già presentato all’INPS in occasione di altre domande di prestazione.
Il modello SR163 è necessario per verificare la corrispondenza tra l’IBAN indicato nella domanda di assegno e la titolarità del conto a cui l’IBAN stesso si riferisce e, pertanto, è funzionale alla corretta erogazione del premio in favore della richiedente. A tale fine quindi nel modello SR163 andrà riportato, oltre che il codice fiscale della richiedente, la modalità di pagamento scelta (che è la stessa indicata nella domanda di assegno di natalità), i dati di riferimento dell’Agenzia o Filiale dell’Istituto di credito (Banca/Posta) che effettua il pagamento, nonché il codice IBAN, riferito al rapporto finanziario del richiedente la prestazione, con data, timbro e firma del funzionario del competente Ufficio postale o della Banca.
5. Gestione della domanda
Le domande presentate ed acquisite nei sistemi gestionali INPS vengono sottoposte ad istruttoria svolta dalle Strutture INPS territorialmente competenti.
Pertanto le Strutture territoriali dell’INPS avranno a disposizione una procedura in ambiente Intranet per la gestione di tutte le domande pervenute per l’esame della documentazione, l’istruttoria e la definizione della stessa.
Il provvedimento di accoglimento o di rigetto della domanda è consultabile sul sito web istituzionale, mediante accesso al proprio profilo dello sportello virtuale.
La pre-informativa è trasmessa dall’INPS ai recapiti che il soggetto ha comunicato precedentemente all’Istituto al momento di presentazione della domanda.
6. Aspetti fiscali e contabili
L’articolo 1, comma 353 della legge 11 dicembre 2016, n.232 stabilisce che il premio non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. L’onere derivante dall’erogazione del premio di natalità, pari a euro 800,00, ai sensi dell’art. 1, comma 353 della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge stabilità 2017), è posto a carico del Bilancio dello Stato.

Detrazione per canone di locazione degli studenti universitari fuori sede: i chiarimenti dell’Agenzia

L’art. 15, comma 1, lett. i-sexies) del T.U.I.R., stabilisce una detrazione del 19% per un importo non superiore a 2633 euro, per canoni di locazione pagati da studenti universitari fuori sede, che si trovano in possesso di specifici requisiti.
Gli studenti devono essere iscritti ad un corso di laurea presso una università ubicata in un Comune diverso da quello di residenza, distante da quest’ultimo almeno 100 chilometri e comunque in una provincia diversa.
L’importo di 2633 euro, spesa massima detraibile, costituisce il limite complessivo di spesa di cui può fruire ciascun contribuente anche se ci si riferisce a più contratti intestati a più di un figlio.
L’Agenzia delle Entrate con la Circolare n°7/E 2017,   è intervenuta proprio sull’argomento, fornendo precisi chiarimenti ai fini del corretto inserimento di tale voce di spesa nel modello dichiarativo 730 o redditi PF.
Il contratto di locazione deve avere ad oggetto unità immobiliari situate nello stesso Comune in cui ha sede l’università o in Comuni limitrofi. Alle medesime condizioni ed entro lo stesso limite, la detrazione spetta per i canoni derivanti da contratti di locazione e di ospitalità ovvero da atti di assegnazione in godimento stipulati, ai sensi della normativa vigente nello Stato in cui l’immobile è situato, dagli studenti iscritti a un corso di laurea presso un’università ubicata nel territorio di uno Stato membro dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo. Ai fini della detrazione non rileva il tipo di facoltà o corso universitario frequentato né la natura pubblica o privata dell’Università.
La detrazione per canoni di locazione nonché per quelli relativi ai contratti di ospitalità e agli atti di assegnazione in godimento spetta anche agli iscritti agli Istituti tecnici superiori (I.T.S.) in quanto, in base al parere reso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ai fini della detrazione delle spese sostenute per la frequenza di tali istituti, tali spese sono assimilabili a quelle per la frequenza di corsi universitari.
La Circolare 7/E in commento specifica che la detrazione non spetta per il deposito cauzionale, le spese condominiali e/o di riscaldamento comprese nel canone di locazione e per i costi di intermediazione.