Spese università private: fissati i nuovi limiti per la detrazione

La legge di Stabilità per il 2016 aveva previsto delle importanti novità circa la detraibilità delle spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria, impartiti presso le università non statali, fissando l’importo massimo detraibile, in base ad una quota, stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria, con decreto del Miur da emanare entro il 31 dicembre di ogni anno, tenendo conto anche degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali.
Tali regole sono state applicate a partire dall’anno d’imposta 2015.
Anche quest’anno, con il decreto del 23 dicembre 2016, il Ministero il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha individuato gli importi massimi, detraibili dall’imposta lorda sui redditi per il periodo 2016, relativi alle spese inerenti a tasse e contributi di iscrizione per la frequenza ai corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico, corsi post-laurea delle Università non statali.
La spesa è distinta, per ciascuna area disciplinare di afferenza e regione in cui ha sede, l’Ateneo presso il quale è presente il corso di studio. Gli importi massimi di riferimento sono:

Alle soglie di detrazione sopra riportate va sommato, l’importo relativo alla tassa regionale per il diritto allo studio di cui all’articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549.