Cedolare secca al 10% anche per le locazioni transitorie

La normativa fiscale prevede l’applicazione di un’aliquota ridotta del 10%, in luogo di quella ordinaria del 21%, per i contratti di locazione a canone concordato riguardanti quei Comuni in cui vi è carenza di disponibilità abitativa.
In particolare, l’aliquota del 10% è applicabile per quei contratti a canone concordato stipulati:
– nei Comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e nei comuni confinanti con gli stessi nonché gli altri comuni capoluogo di provincia.
– oppure nei Comuni ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe).
Inoltre essa si applica anche ai contratti di locazione stipulati nei Comuni per i quali è stato deliberato, nei 5 anni precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto (28 maggio 2014), lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi.
Ricordiamo che la misura del 10% è applicabile per il quadriennio 2014-2017. Infatti, dal 2018 (salvo eventuali proroghe) l’aliquota ridotta passerà al 15%. Dunque, dal 2018, la cedolare secca prevederà le seguenti aliquote:
– ordinaria del 21%;
– ridotta del 15%.
L’Agenzia delle Entrate, ha inoltre chiarito, in risposta ad un recente quesito, che l’aliquota (ridotta) del 10% (15% dal 2018) è applicabile anche ai contratti cd “transitori” (ossia quei contratti con una durata minima di 1 mese e massima di 18 mesi), a condizione che siano a canone concordato e stipulati in uno dei Comuni di cui in premessa.