La detrazione degli interessi passivi relativi al mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale nel caso di decesso del mutuatario

Il Legislatore riconosce una detrazione IRPEF del 19% per gli interessi pagati sul mutuo stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale. La detrazione spetta su un importo massimo di 4.000 euro da ripartirsi tra gli eventuali cointestatari. La condizione per godere della detrazione è che il contribuente sia contemporaneamente intestatario del mutuo e proprietario dell’unità immobiliare.
È sempre necessario, dunque, che l’acquirente l’immobile sia anche lo stesso mutuatario tranne che nell’ipotesi di mutui contratti anteriormente all’anno 1991 per i quali è previsto che la detrazione degli interessi passivi spetta anche ai soggetti che non siano titolari di redditi di fabbricati (Circolare n. 95/E/2000).
L’Amministrazione finanziaria, con la circolare n.7/E del 2017, ha chiarito che in caso di successione a causa di morte, la detrazione spetta agli eredi, compreso il coniuge superstite contitolare del contratto di mutuo, a condizione che questi provvedano a regolarizzare l’accollo del mutuo e, sempreché sussistano tutti gli altri requisiti.
Tuttavia, nel caso di mancato accollo o comunque in assenza di modifiche contrattuali inerenti l’intestazione del mutuo, continuano a essere debitori (del mutuo) tutti gli eredi. Qualora, l’eventuale pagamento dell’intera quota del mutuo sia effettuata solo da uno di essi, questi sarà l’unico titolato a poter dedurre interamente gli interessi passivi(nel limite massimo previsto).
A tal fine, è però necessario che, tra gli eredi stessi sia stipulato un accordo (scrittura privata autenticata dal notaio o altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato o atto pubblico), da cui risulti il soggetto (erede) che assume l’obbligo del pagamento dell’intero debito.