Sisma bonus: la classificazione del rischio sismico

Sono state definite le linee guida per la classificazione del rischio sismico degli edifici ai fini della corretta applicazione delle disposizioni normative relative alla detrazione Irpef delle spese per interventi antisismici effettuati sulle abitazioni, non solo 1° casa e strutture produttive. Le linee guida sono contenute nel Decreto del M.I.U.R. del 28 febbraio 2017. Nel citato decreto, viene precisato che per rischio sismico si intende la misura matematica/ingegneristica per valutare il danno (perdita) atteso a seguito di un possibile evento sismico. Dipende, quindi, da un’interazione di fattori messi in relazione: pericolosità (zone sismiche) vulnerabilità (capacità degli edifici) esposizione (contesti).
L’aliquota base della detrazione è pari al 50% su un importo massimo di 96.000 €, ma la stessa può arrivare fino all’80%; in particolare:
• qualora dall’effettuazione degli interventi derivi una riduzione del rischio sismico che comporti il passaggio ad una classe di rischio inferiore, la detrazione d’imposta
spetterà nella misura del 70% delle spese sostenute e calcolato in ogni caso su un importo massimo di 96.000 euro per ciascun anno;
• il passaggio invece a due classi di rischio sismico inferiore sarà ulteriormente premiato con una previsione agevolativa dell’80%.
Se gli interventi di cui sopra riguardano le parti comuni di edifici condominiali, la detrazione opera:
• nella misura del 75% qualora gli stessi determinano il passaggio ad una classe di rischio inferiore;
• dell’85% in caso di miglioramenti antisismici ancora più efficaci, ossia che si traducono in una classificazione dell’immobile oggetto di lavori a due classi di rischio sismico inferiore.
Ai fini dell’individuazione della corretta aliquota di detrazione, il professionista è chiamato ad asseverare secondo le indicazioni delle linee guida allegate al decreto, la precedente classe di rischio dell’edificio e quella conseguibile a seguito dell’esecuzione dell’intervento progettato.
Vengono individuate otto classi di rischio:
– classe A+ (meno rischio);
– classe A;
– classe B ;
– classe C;
– classe D;
– classe E;
– classe F;
– classe G (più rischio).
Andiamo a sintetizzare i passaggi operativi relativi agli interventi connessi al sisma-bonus ai fini dell’individuazione delle corrette aliquote di detrazione da applicare.
1)Il proprietario che intende accedere al beneficio, incarica un professionista della valutazione della classe di rischio e della
predisposizione del progetto d’intervento.,
2)Il professionista, architetto o ingegnere, individua la classe di Rischio della costruzione nello stato di fatto prima dell’intervento;
3)Il professionista progetta l’intervento di riduzione del rischio sismico e determina la classe di rischio della costruzione a seguito del completamento dell’intervento;
4)Il professionista assevera i valori delle classi di rischio e l’efficacia dell’intervento;
5) Il proprietario può procedere ai primi pagamenti delle fatture ricevute;
6) Il direttore dei lavori e il collaudatore statico attestano al termine dell’intervento la conformità come da progetto.