Spese per addetti all’assistenza personale: i chiarimenti dell’Agenzia

La normativa fiscale prevede per le spese sostenute per l’assistenza personale in favore di determinati soggetti, nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, una detrazione del 19% su un importo massimo di 2100 euro, se il reddito complessivo non supera 40.000 euro (compreso il reddito da cedolare secca).
L’Agenzia delle Entrate con la circolare n°7/E è andata a riprendere alcuni chiarimenti di prassi in materia fornendone un quadro esaustivo.
Il limite di 40.000 deve essere sempre considerato con riferimento al singolo contribuente a prescindere dal numero di soggetti cui si riferisce l’assistenza. Devono essere comprese nell’importo anche le spese indicate nella CU 2017 (punti da 341 a 352) con il codice 15.
Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2016 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella CU 2017 (punti da 701 a 706) con il codice 15. La detrazione spetta comunque sulla parte di spesa non rimborsata.
Sono considerati non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana i soggetti che necessitano di sorveglianza continuativa o sono incapaci di svolgere almeno una delle seguenti attività:
1)assunzione di alimenti;
2)espletamento delle funzioni fisiologiche e dell’igiene personale;
3)deambulazione;
4)indossare gli indumenti.
Come ribadito nella circolare n°7/E del 2017, lo stato di non autosufficienza, deve derivare da una patologia e deve risultare da certificazione medica, non può essere quindi riferito ai bambini quando la non autosufficienza non si ricollega all’esistenza di patologie.
La detrazione spetta al soggetto che ha sostenuto la spesa anche se non è titolare del contratto di lavoro del personale addetto all’assistenza.
La detrazione spetta per le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale (ad esempio per le c.d. badanti) propria o di uno o più familiari indicati nell’art. 433 del c.c., anche se non fiscalmente a carico del contribuente.
Pieno riconoscimento al beneficio fiscale anche qualora le prestazioni di assistenza siano rese da una casa di cura o di riposo (Risoluzione 22.10.2008 n. 397);
1)una cooperativa di servizi (Circolare 18.05.2006 n. 17, risposta 8);
2)un’agenzia interinale.